Residency for artists in Tuscany

Alfredo Futuro
21 dicembre 2002 - 6 gennaio 2003

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La povera natività non è che il ricorrente natalizio presepe .
Una serie di sculture e personaggi in ferro saldato interpretate con un differente spirito di modernità e psicologica assonanza alla tradizione classica con radici che, passando attraverso tutte le esperienze precedenti, esaltano la sintesi di una estrema semplicità dalle valenze superiori : la toscanità.
Varie sculture in ferro saldato e ferro torto con uso di oggetti riciclati della tradizione contadina, variabili come misure da un'altezza di circa 2 metri per i personaggi principali a dimensioni più piccole .La tragica crocifissione nasce come una composizione multipla in cui l'elemento decorativo, una vecchia ed antica cornice del ‘600 presa come contenitore di base, sviluppa all'interno l'idea di una croce di lenzuolo ....come un sudario steso...sul quale il corpo di Cristo è realizzato con terra, plasticamente in richiamo alle origini della creazione e della povertà dalla quale poi , con profondità e creatività tutto può avere origine;la tragicità viene infatti esaltata dalla forma estremamente esile e sofferente e da evidenti ferite sanguinanti.
2.20 x 1.60 mt circa , cornice con interno croce composita di tela e malta e figura in creta, straccio e ferro modellato.

Il grande Wojtyla si riallaccia alla tradizione pittorica di Alfredo Futuro che già ha trattato il soggetto. In questo caso si tratta di un'opera più grande ...un'espressione di coraggio e speranza puramente figurativa realizzata con colori diluiti e trasparenti.
Pannello telato 1.50 x 1.90 circa ,dipinto con tecnica mista ( tempera grossa, olio e acrilico).

E' la chiave di chiusura del discorso espositivo...passando infatti dalla natività dove i Re Magi offrono al piccolo Gesù , su inesistenti mani-vassoio , piccoli personaggi scultorei d'umanità : animali, figure umane, oggetti ...si ripercorre tutta la storia di Cristo...dalla nascita all'ultima passione sulla Croce per giungere attraverso il sorriso di Giovanni Paolo II al conforto della realtà e della speranza possibile . Oltre all'interesse di ogni singola opera , la globalità dell'allestimento in cui figurano colombe vive , un percorso animato accanto alle opere, e la presenza di musiche scelte, conferiscono all'iniziativa e alla Pieve di San Cresci che la ospita un evento unico e raro...il primo nel suo semplice , ma profondo excursus artistico - temporale.

 

 

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